BTO Ten: cose interessanti dalla decima edizione

Buy Tourism Online, o BTO per gli amici, compie dieci anni e arriva al traguardo in gran forma. I numeri di BTO Ten sembrano parlare chiaro: oltre 10.000 presenze nei due giorni e +20% ticket venduti. Il programma anche quest’anno non ha deluso, portando alla Fortezza da Basso di Firenze oltre 160 eventi per un totale di 250 speaker e 400 tra giornalisti e blogger accreditati.

Come negli anni scorsi c’ero anch’io, anche se solo il primo giorno. E devo dire dopo un paio di edizioni forse un po’ ripetitive, soprattutto per i contenuti, questa BTO Ten mi è proprio piaciuta. Mi è sembrata molto più snella e strutturata e sono riuscita a seguire tutto quello che mi interessava.

Soprattutto ho apprezzato il taglio molto tecnico e approfondito di alcuni interventi. Nonostante i tempi serrati c’è stato spazio per argomenti come il blockchain applicato al turismo, ma anche per dare un rapido sguardo al futuro dell’intelligenza artificiale.

Quindi ecco alcune cose che mi hanno colpito e che secondo me costituiscono ottimi spunti di riflessione:

Il format TED

Sì, nell’epoca delle Stories e della fretta cronica, anche le conferenze devono cambiare passo. Io ho apprezzato il format della sala Gong! ispirato alle TED conferences: 44 speakers con soli 15 minuti di tempo. 15 minuti sono sufficienti per stupire, incuriosire, ispirare. Ma anche per far pensare, e magari andare ad approfondire quello che ci interessa in un secondo momento.

Il modello del blockchain applicato al turismo

Quando ho letto il titolo dell’intervento ho pensato “ma che davvero”, nel senso che il turismo e il blockchain mi parevano due elementi appartenenti a universi veramente distanti tra loro. Invece il panel dedicato a questo argomento mi ha dato molto su cui riflettere e mi è sembrato un approccio molto promettente.

Cos’è il blockchain? In parole poverissime è una tipologia di database distribuito, cioè una banca dati che raccoglie transazioni, la cui registrazione è distribuita su una rete e non in un “contenitore” centrale. La validazione delle transazioni non dipende da un soggetto centrale – ad esempio una banca – ma dai nodi stessi della rete.  Se volete una spiegazione non troppo tecnica ma esaustiva potete leggere questo articolo apparso su Wired in cui si spiega molto bene perché il modello blockchain è considerato sicuro.

Associato spesso alle criptovalute, questo modello è in realtà utilizzabile per una serie di operazioni diverse, dalla contrattualistica – i cosiddetti smart contracts funzionano così e sono già realtà in alcuni paesi – alla certificazione delle recensioni sul web, argomento che per il turismo è di scottante attualità.

In questa ottica è facile capire come tutto il settore turistico potrebbe beneficiare di questo tipo di approccio. Infatti se la questione delle criptovalute resta un nodo controverso, altre applicazioni come la gestione disintermediata delle prenotazioni sono sicuramente più vicine ed appetibili.

L’intelligenza artificiale e l’automazione

La vera mascotte di BTO Ten è stato Paolo Pepper, il robot che ormai spopola da qualche tempo un po’ ovunque. Paolo Pepper è stato l’occasione per parlare del ruolo presente e soprattutto futuro dell’Intelligenza Artificiale (o AI) nel mondo del turismo. Paolo Pepper è nato da un progetto creato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, ed è probabilmente il primo esempio di questo tipo in Italia.

Nel calderone dell’AI ovviamente non ci sono solo Paolo Pepper e i suoi cugini – che sono comunque già presenti nel mondo del turismo in altre parti del mondo. Il futuro del turismo sarà infatti sicuramente influenzato da strumenti come i Bot più o meno intelligenti che vediamo già all’opera su vari canali – Facebook in testa – e che grazie a tecniche di Machine Learning riescono a interagire con l’utente in modo sempre più naturale.

Il focus sulle Smart Cities / Città Intelligenti

Perché soprattutto (ma non solo) per le città afflitte dal fenomeno dell’overtourism ripensare le città è un dovere. E oggi la tecnologia e la mole di dati che abbiamo a disposizione permettono senza dubbio di cambiare le cose in meglio.

Il mondo del gaming incontra il turismo e la cultura

Delle nuove prospettive del Gaming, e soprattutto dell’Indie Gaming avevo già sentito parlare qualche mese fa alla conferenza Museum: Digital Transformation organizzata dal Museo dell’Opera del Duomo di Firenze. Io non sono un’appassionata di videogiochi ma in quell’occasione ammetto che mi si è aperto un mondo.

In effetti il gioco, e soprattutto il videogioco, se ben progettato può essere un ottimo spunto per raccontare le destinazioni e svelare le storie racchiuse ad esempio nei musei. E non parlo dei soliti giochi ispirati a battaglie, guerre o comunque ad alto tasso di violenza, ma di giochi più sofisticati, prodotti da progettisti indipendenti e che hanno solide basi narrative.

Se volete approfondire l’argomento vi segnalo un progetto che ho scoperto proprio grazie a un panel di BTO: si tratta di IVI Pro o Italian Videogame Programme, in pratica una realtà che tenta di mettere in comunicazione il mondo del gaming e le realtà territoriali italiane, per la valorizzazione di entrambi i settori.

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