Sono ormai trascorsi 50 anni da quando l’alluvione sconvolse la vita dei fiorentini. In che modo la città di Firenze si appresta a celebrare questa ricorrenza? Intanto occorre dire che la memoria di questo evento non si è mai veramente interrotta: chiunque abbia l’età per ricordarsi l’alluvione del ’66 vi racconterà la sua esperienza e noi che non eravamo ancora nati siamo cresciuti con i racconti dell’acqua che straripava, dei soccorsi, dell’intervento degli angeli del fango. Però per il cinquantenario la città si è popolata di tanti micro-eventi. Di seguito una breve lista degli appuntamenti che personalmente trovo più interessanti – non è una lista completa – che sicuramente aggiornerò nelle prossime settimane, visto che il calendario si estende ben oltre il 4 Novembre.

L’alluvione a teatro

Prima di tutto vi segnalo la rassegna teatrale Alluvione. 50 anni dopo promossa dalla Fondazione Teatro della Toscana, forse uno dei modi più efficaci per rivivere – per chi era presente – o per raccontare in modo coinvolgente questa esperienza che ha segnato tutta la popolazione. Si comincia proprio il 4 Novembre, nel Teatro Niccolini recentemente restituito alla città, con lo spettacolo Sotto una gran piova d’acqua che mette in scena un’ideale dialogo a tre voci tra l’allora sindaco Piero Bargellini, il direttore de La Nazione, Enrico Mattei, e l’allora sedicenne giornalista Massimo Sandrelli, co-autore dello spettacolo. Il titolo riprende un passaggio del testo di Villani, che per descrivere un altro devastante alluvione a Firenze nel 1333 cominciò proprio con la frase “Una gran piova d’acqua”.

 

Giulio Paolini, La musica oltre l'acqua e il fango, parte della mostra allestita presso la Sala Vetri del Foyer dell'Opera di Firenze

Giulio Paolini, La musica oltre l’acqua e il fango, parte della mostra allestita presso la Sala Vetri del Foyer dell’Opera di Firenze

Un altro grande teatro fiorentino, Opera di Firenze / Teatro del Maggio Musicale Fiorentino partecipa alle manifestazioni con La Musica oltre l’acqua e il fango, una serie di appuntamenti che culminerà con il concerto del 27 Novembre (ore 21, ingresso libero). Non una data a caso: nel 1966, il 27 Novembre a poco più di 3 settimane dall’alluvione, l’allora Teatro Comunale (situato poco distante dall’odierna Opera di Firenze) riaprì i battenti con il concerto L’ Incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi. Parallelamente una mostra espone fotografie originali che mostrano i danni subiti dal Teatro Comunale di Firenze a causa dell’alluvione. Sono inoltre esposti i figurini ancora con i segni dell’alluvione di Georges Wakhévitch per La sposa sorteggiata di Ferruccio Busoni al Maggio Musicale Fiorentino 1966 e i costumi e i gioielli di scena donati, a seguito dell’alluvione, da Ebe Stignani come atto di amore nei confronti del teatro dove tanto aveva cantato. Due pareti sono dedicate alla serata del 27 Novembre ’66.

L’alluvione, l’arte e il restauro

L’alluvione come è noto fu un momento drammatico per tutto il mondo dell’arte. Ma quella esperienza paradossalmente permise di fare passi da gigante nel campo del restauro. Alcune opere restarono un simbolo della tragedia – fu il caso del Cristo del Cimabue conservato in Santa Croce – ma sono innumerevoli le opere pittoriche, scultoree o su carta che grazie al paziente lavoro degli Angeli del Fango prima e dei restauratori poi hanno potuto essere salvati ed esposti nuovamente.

 

Il restauratore Vittorio Granchi durante i giorni dell'alluvione del 1966, mentre opera sul Crocifisso del Cimabue. Credits Archivio Studio Granchi Firenze

Il restauratore Vittorio Granchi durante i giorni dell’alluvione del 1966,
mentre opera sul Crocifisso del Cimabue. Credits Archivio Studio Granchi Firenze

Per approfondire questo ambito niente di meglio della mostra Da Cimabue in qua”. L’Accademia e i professori del Disegno nell’alluvione del 1966 dal 4 Novembre al 28 Dicembre presso la Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno. Un’occasione unica che unisce alcune tra le più importanti istituzioni fiorentine, l’Accademia delle Arti del Disegno, l’Accademia di Belle Arti e l’Opera di Santa Croce, che pagarono all’epoca un prezzo altissimo a causa dell’esondazione dell’Arno, ma che oggi con questa mostra raccontano soprattutto di come siano rinate grazie al lavoro di storici e restauratori. L’allestimento, molto suggestivo, comprende anche opere ispirate all’alluvione e create da artisti che a vario titolo hanno frequentato l’Accademia di Belle Arti.

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4 Novembre 2016: L’ultima cena di Giorgio Vasari ritorna dopo 50 anni nel cenacolo di Santa Croce.

Altro momento importantissimo sarà la restituzione dell’affresco L’ultima cena del Vasari, originariamente situato in Santa Croce: danneggiato durante l’alluvione è finalmente stato restaurato e sarà riportato al suo posto il 4 Novembre. Eccezionalmente sono state programmate due aperture straordinarie notturne, il 4 e 5 Novembre dalle 20:00 alle 24:00.

DETTAGLI DEGLI EVENTI

SOTTO UNA GRAN PIOVA D’ACQUA…
L’Alluvione cinquant’anni dopo
Accademia degli Infuocati
in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana

di Sandro Bennucci, Marcello Mancini e Massimo Sandrelli

adattamento Sabrina Tinalli

con gli attori de La Compagnia delle Seggiole Fabio Baronti, Luca Marras, Andrea Nucci, Sabrina Tinalli

regia Fabio Baronti e Massimo Sandrelli

4 novembre, ore 20:15 (Prima Nazionale) – 5 novembre, ore 17:30 e 20:45
Presso: Teatro Niccolini, via Ricasoli 3, Firenze

“DA CIMABUE IN QUA”
L’Accademia e i Professori nel Disegno dell’alluvione
Mostra e catalogo a cura di Cristina Acidini, Giulia Coco, Enrico Sartoni

4 Novembre – 28 Dicembre
Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno
via Ricasoli n.68 (angolo Piazza San Marco), Firenze

Apertura mostra: da martedì a sabato: ore 10.00 – 13.00 / 17.00 – 19.00
domenica: ore 10.00-13.00
Lunedì chiuso.

Ingresso Libero

LA MUSICA OLTRE L’ACQUA E IL FANGO
Il “miracolo” del Teatro Comunale di Firenze: 4-27 Novembre 1966

5-27 Novembre: mostra fotografica presso la sala vetri del Foyer.
Apertura mostra: ogni giorno – con esclusione del lunedì – dalle 10 alle 14 e, in occasione delle serate con spettacoli, dalle 18 al termine dello spettacolo. In occasione delle recite pomeridiane la mostra riaprirà alle ore 1430 per chiudere al termine della recita.
Ingresso libero.

27 Novembre, ore 21: concerto aperto ai cittadini.
Ingresso libero.

DUE NOTTI PER VASARI

4-5 Novembre dalle 20:00 alle 24:00
Basilica di Santa Croce, piazza Santa Croce 16, Firenze

Ingresso Libero

 

 

 

Opera di Firenze - Teatro del Maggio Musicale Fiorentino

Piazza Vittorio Gui, 50144 Firenze, Italia

Piazza Vittorio Gui,
Firenze

Accademia di Belle Arti

Via Cesare Battisti, 9-11, 50122 Firenze, Italia

Via Ricasoli, 68 (angolo Piazza San Marco)
Firenze

Basilica di Santa Croce

Basilica di Santa Croce, Piazza di Santa Croce, 16, 50122 Firenze, Italia

Piazza di Santa Croce 16,
Firenze

Teatro Niccolini

Via Ricasoli, 3, 50122 Firenze, Italia

Via Ricasoli 3
Firenze

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