È un dato di fatto: sempre più turisti, italiani e stranieri, decidono di visitare i cimiteri monumentali. Spesso lontani dallo stereotipo “macabro” legato alla festa di Halloween, i cimiteri monumentali sono però l’occasione per scoprire storie spesso dimenticate.
A Firenze si trovano due cimiteri monumentali che meritano una riscoperta: il famoso Cimitero degli Inglesi e il vicino Cimitero della Misericordia, praticamente sconosciuto. 

Ormai per gli Italiani Halloween sta rapidamente diventando una tradizione, anche se importata. Sarà forse per questo che sul web si sono moltiplicate le occasioni per visitare i cimiteri più famosi. Da qualche tempo moltissime città organizzano visite guidate ufficiali, non solo per Halloween, ai propri luoghi di sepoltura più celebri. Qualche anno fa è stata fatta anche una stima ufficiale dei numeri che ruotano attorno ai 191 cimiteri monumentali italiani, cifre che però impallidiscono di fronte ai numeri di altri paesi europei.

Non si tratta di una novità: questo interesse per i luoghi di sepoltura ha le sue radici nel Romanticismo ed era molto in voga già alla fine dell’800. E questo tipo di turismo ha appunto un picco durante il periodo di Halloween.

In fondo Halloween non è altro che la vigilia della festività italiana di Ognissanti – questa è la sua etimologia. Solo che per noi italiani la vera celebrazione è proprio quella di Ognissanti, seguita dal giorno dei Morti. Lasciando da parte l’aspetto commerciale di Halloween, le due tradizioni hanno in comune molte più cose di quanto non si pensi: non a caso anche in Italia ci sono varie usanze regionali che prevedono dolci o cibi particolari, trasformando una festa dedicata al culto dei defunti in un’occasione conviviale.

In ogni caso, sia che decidiate di trascorrere Halloween alla ricerca di luoghi un po’ lugubri, sia che preferiate trascorrere il ponte di Ognissanti dedicandovi all’esplorazione di capolavori contenuti nei cimiteri monumentali, ecco due consigli per riscoprire due luoghi di Firenze dedicati alla memoria. Due luoghi, tra l’altro molto vicini tra loro e al centro della città. E due luoghi che dicono molto della storia di Firenze.

Il Cimitero degli Inglesi

Il Cimitero degli Inglesi è allo stesso tempo uno dei luoghi più conosciuti e anche uno di quelli meno visitati di Firenze. Situato in Piazzale Donatello, nel bel mezzo di una delle arterie principali, il Cimitero è infatti visibile a tutti costantemente. La maggior parte dei fiorentini infatti passa sicuramente una buona parte del suo tempo in coda attorno a questa particolarissima rotonda circondata dal traffico che si trova proprio al limite dell’area Unesco. Inoltre per molto tempo questo è stato chiuso al pubblico, il che lo ha reso sicuramente un po’ misterioso.

Il Cimitero degli Inglesi è un luogo che non è esattamente quello che sembra… Infatti, nonostante sia conosciuto tradizionalmente come “Inglese”, fu in realtà fondato dalla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera nel 1828. Il cimitero però non nasce come protestante – come si potrebbe pensare – bensì come luogo di sepoltura acattolico, internazionale ed ecumenico. In altre parole voleva essere un luogo in cui tutti i non cristiani e non ebrei potessero trovare degna sepoltura nei dintorni di Firenze. Questa cosa potrà sembrare curiosa nel 2017, ma nell’800 non lo era affatto: a quell’epoca le comunità non cristiane e non ebree non avevano di fatto un luogo di sepoltura a Firenze – per i protestanti il cimitero più vicino era quello di Livorno.

Anche se la stragrande maggioranza delle quasi 1500 sepolture sono in effetti di cittadini britannici, nel tempo si sono affiancate anche tombe di altri stranieri residenti a Firenze; anche le fedi rappresentate non si limitano alle varie confessioni protestanti, ma troviamo anche ortodossi di rito Greco e Russo. Accanto a queste ci sono sepolture totalmente laiche, ad esempio quelle di massoni e atei.

Data la presenza di numerosi stranieri che da sempre risiedevano a Firenze, il lotto assegnato dal Granduca si esaurì ben presto. Inoltre con la riqualificazione ottocentesca di Firenze e l’abbattimento delle mura cittadine, il cimitero si trovò ad essere a tutti gli effetti incluso nella città. Ma per ovvi motivi le inumazioni nel territorio cittadino erano vietate, e nel 1877 – dopo appena 50 anni dalla sua fondazione – il cimitero viene ufficialmente dismesso, e parallelamente il Cimitero degli Allori – altro luogo meta di turismo – diventa il punto di riferimento per le comunità straniere, soprattutto per i protestanti. Solo recentemente ne è stata autorizzato nuovamente l’utilizzo esclusivamente per l’inumazione di urne cinerarie e ossari.

Quando Giuseppe Poggi ridisegna il volto di Firenze, ingloba di fatto il Cimitero degli Inglesi nei viali di circonvallazione, il cui tracciato è esattamente quello che vediamo oggi. Il cimitero viene così circondato dai viali, e acquista la sua forma ovale – in origine la pianta era quadrata – e la sua montagnola rialzata assume la forma di un’isola. Qualcuno ha anche ipotizzato che il famoso dipinto L’isola dei morti di Arnold Böcklin si ispiri proprio a questo luogo dalla forma così particolare. Su questo non ci sono certezze. Sappiamo però che Böcklin visse a Firenze, e proprio in questo cimitero seppellì la figlia di appena un anno, morta nel 1877. E sicuramente i cipressi presenti in tutte le versioni del dipinto fanno pensare proprio al Cimitero degli Inglesi.

Arnold Böcklin, Isola dei Morti, III Versione

Arnold Böcklin, L’Isola dei Morti (III Versione), Berlin Alte Nationalgalerie (Fonte: Wikipedia/Google Cultural Institute, Pubblico dominio)

Nonostante sia un luogo di sepoltura non esclusivamente britannico, il cimitero ha tutte le caratteristiche di un cimitero inglese, basato sul modello romantico. Non solo la tipologia delle sculture e delle tombe è tipicamente romantica, ma anche i piccoli dettagli rimandano a un modello che non è certo quello dei cimiteri italiani. Insomma, per motivi di spazio non si poteva certo imitare i fasti dei “Magnifici sette” cimiteri londinesi di epoca vittoriana, ma sicuramente l’ispirazione era la stessa. Tanto per fare un esempio, se è vero che tutta l’isola è circondata da cipressi, all’ingresso in origine erano posti due alberi di tasso; questa pianta è tradizionalmente situata all’ingresso dei cimiteri inglesi, adattando al cristianesimo una tradizione pagana antichissima.

Il cimitero è diviso in quattro da vialetti ricoperti di ghiaia. Al centro svetta una colonna eretta in onore della visita del Kaiser Federico Guglielmo IV di Prussia nel 1858. Oggi la visita è permessa solo seguendo i viali centrali e il percorso esterno, ma già da questa prospettiva è possibile ammirare molte delle opere scultoree che hanno reso famoso questo posto.

All’ingresso è possibile usufruire di una scheda, che potrete portare con voi durante la visita, che indica la mappa di tutte le principali sepolture. Se invece preferite usare smartphone o tablet sempre all’ingresso è indicato il sito ufficiale, dove consultare in tempo reale non solo la mappa ma anche alcuni approfondimenti storici e materiale fotografico d’epoca. Il sito infatti è curato dalla custode, Julia Bolton Holloway, ed è molto accurato soprattutto per la parte di ricerca storica, che tra l’altro è una sorta di work in progress. Infatti molte delle sepolture, oltre la metà, sono ancora in parte sconosciute.

Le sepolture del Cimitero degli Inglesi

Vi consiglio di visitare questo posto per almeno un paio di buoni motivi. Una di questi è la bellezza del luogo, un’oasi in mezzo al caos cittadino. Il secondo motivo è la storia che queste lapidi e monumenti raccontano, una storia che forse non emerge pienamente dai monumenti più famosi di Firenze.

Prima di tutto però una precisazione: se state leggendo questo post per avere conferma circa la leggenda metropolitana sul fantasma di Lord Byron… bè, mi dispiace per voi ma rimarrete delusi, perché qui non è sepolto Byron – anche se molti blog cittadini segnalano erroneamente questo dato.

La storia che troverete tra queste tombe è quella di una città non solo cosmopolita ma anche multiculturale – che non è la stessa cosa. Qui infatti persone di estrazione sociale, religione, origine etnica e nazionalità differenti non solo transitavano ma sceglievano di vivere. Perché? Sicuramente l’arte e la cultura italiane esercitavano il loro fascino sui romantici. Ma forse c’è di più. In epoca vittoriana questa parte d’Italia era sicuramente molto più progressista di quanto oggi si possa immaginare. Tra le sepolture famose ad esempio troviamo quella della poetessa Elizabeth Barret Browning e di molte persone che in vita facevano parte del suo circolo di amicizie. Elizabeth Barret Browning non è però solo una tra le più famose poetesse inglesi: la sua posizione forte contro la schiavitù – nonostante discendesse da famiglie di schiavisti – era ben nota, così come le sue istanze a favore dell’unità d’Italia e dei diritti delle donne. Il suo rifiuto delle logiche schiaviste trova posto anche nel suo sepolcro: Frederic Leighton, autore del progetto, inserì sul lato posteriore dei medaglioni a bassorilievo, tra cui uno che rappresenta delle catene da schiavo spezzate.

A pochi passi troviamo altri personaggi importanti della cultura fiorentina ed europea:

  • Giovan Pietro Vieusseux, fondatore dell’omonimo gabinetto Vieusseux, circolo intellettuale tra i più importanti della sua epoca;
  • il poeta Walter Savage Landor;
  • Fanny Trollope, che oltre ad essere la madre di Anthony Trollope è stata a sua volta scrittrice e una delle prime a scrivere resoconti di viaggi – in un certo senso potremmo considerarla una travel blogger ante litteram. Inoltre il suo romanzo The Life and Adventures of Jonathan Jefferson Whitlaw è considerato il primo lavoro di narrativa anti-schiavitù in senso moderno.
  • la poetessa e scrittrice Isa Blagden, di probabile origine anglo-indiana
  • lo storico Robert Davidsohn, a cui si deve uno dei primi studi approfonditi della storia fiorentina
  • Fanny Holman Hunt, moglie dell’artista preraffaellita William Holman Hunt, che per lei scolpì la tomba che oggi vediamo, situata accanto a quella della Barrett Browning

Tra i personaggi meno famosi spiccano comunque storie interessanti o curiose. Ad esempio qui riposano Beatrice Shakespeare ed Edward Claude Shakespeare Clench, gli ultimi due discendenti del Bardo.

Inoltre qui sotto una lapide incisa in cirillico è sepolta Nadezhda de Sanctis, il cui nome non deve trarre in inganno: non è una nobildonna di origine russa, ma una ragazza di origine nubiana. La presenza di fiorentini di origine africana nei secoli è abbastanza documentata, ma di loro e delle loro storie sappiamo ben poco; in questo caso, però, la lapide ci viene in aiuto: la traduzione si trova in una pagina interna del sito ufficiale e recita “Qui giacciono le spoglie mortali della nera Kalima, nel Santo/ Battesimo chiamata Nadezhda (Speranza) che è stata portata a Firenze dalla Nubia nel 1827”. Un segno che qui, a differenza di quello che si potrebbe pensare soffermandosi sulle tombe più eleganti, non riposano solo personaggi importanti. E a sua volta questa tomba ci rimanda inaspettatamente a un altro momento importante della storia di Firenze: la spedizione di Ippolito Rosellini e Jean-François Champollion in Nubia e in Egitto, dalla quale provengono molti manufatti conservati al Museo Nazionale Archeologico di Firenze – e la giovane Kalima/Nadezhda era giunta a Firenze proprio in seguito al ritorno in patria del bottino della spedizione. Da notare – come sottolinea sempre la Holloway nel sito ufficiale – che l’arrivo di questi oggetti “esotici” hanno dato l’ispirazione per molti motivi che si ritrovano sulle tombe.

Scavando sempre nel sito scopriamo che qui è sepolta anche Henrietta Maria Hay, figlia di una schiava acquistata al mercato di Alessandria dall’egittologo scozzese Robert Hay, che dopo averla riscattata dagli Ottomani la sposò. Curiosamente la schiavitù è una sorta di Leitmotif per molte delle storie che emergono da questo cimitero, fatto che fu sottolineato anche durante la visita dell’allora presidente USA Barack Obama nel 2009.

Il Cimitero della Misericordia

A pochissima distanza da Piazzale Donatello, in via degli Artisti, si trova un altro camposanto, questo veramente sconosciuto o quasi. Si tratta del cosiddetto “Cimitero dei Pinti”, conosciuto anche come cimitero della Misericordia. Oggi si trova incastrato letteralmente tra condomini moderni, tra un’officina e un supermarket, e a differenza del Cimitero degli Inglesi è nascosto da un alto muro di cinta. Come per il suo vicino più famoso, anche questo cimitero fu dismesso dopo che tutta l’area fu inglobata dalla Firenze ottocentesca.

Inizialmente infatti anche questo luogo di sepoltura si trovava fuori dalle mura, e prendeva il nome dalla Porta Pinti che si trovava a poca distanza – in corrispondenza dell’attuale Borgo Pinti, esattamente dal lato opposto del Piazzale. L’origine del Cimitero dei Pinti è comunque più antica: questo era infatti un lotto cimiteriale in uso dal ‘700 all’Ospedale di Santa Maria Nuova, utilizzato per tumulare i corpi che nessuno reclamava. Solo successivamente fu affidato insieme ad un lotto adiacente alla Misericordia. Dal 1839 accoglie i resti dei confratelli che vi prestarono servizio, e ha ancora oggi una particolarità: si tratta di un cimitero per soli uomini, caratteristica se non unica certamente rara almeno in Europa.

Il Cimitero della Misericordia oggi è totalmente in stato di abbandono: inutilizzato dal 1784, è rimasto praticamente chiuso negli ultimi decenni e attualmente sono al vaglio vari progetti di valorizzazione. Occasionalmente, e in generale il 2 Novembre, sono organizzate aperture straordinarie e/o visite guidate. Però questo sito oggi è visitabile solo percorrendo una passerella centrale, e la maggior parte del percorso monumentale è purtroppo impercorribile per motivi di sicurezza.

Ma perché è così importante questo camposanto? A parte l’esclusiva maschile per la sepoltura, questo luogo ha altre particolarità. Prima di tutto ha una collezione di carrozze funebri che offrono una testimonianza preziosa su usi e costumi a cavallo tra ‘800 e ‘900. Un paio di carrozze sono ancora visibili sotto il loggiato, anche se da lontano. Inoltre qui sono sepolti alcuni fiorentini degni di nota, la cui memoria andrebbe senza dubbio preservata: l’unico veramente famoso è Emilio De Fabris, l’architetto che ha progettato la facciata neogotica del Duomo di Firenze; gli altri forse non sono illustri né celebri, ma persone comuni che si sono distinte in un modo o nell’altro. Tra questi vari patrioti, che hanno partecipato a vario titolo all’Unità d’Italia – di alcuni ad esempio si ricorda la partecipazione alle battaglie di Curtatone e Montanara – ma anche funzionari del neonato stato Italiano.

Insomma, questo è un cimitero monumentale dedicato soprattutto alla gente comune – quasi una contraddizione – e nel quale si ricordano le vite di chi oltre ad aver svolto il proprio lavoro, ha contribuito letteralmente al bene comune. Infatti non dimentichiamo che chi è sepolto qui è principalmente un confratello della Misericordia, la stessa confraternita che da secoli caratterizza la vita dei Toscani. Prima ancora delle moderne società di mutuo soccorso, la Misericordia di Firenze – la più antica tra quelle note – forniva aiuto e sostegno ai bisognosi e ai malati, occupandosi tra le altre cose anche della sepoltura dei morti. Un sistema che sebbene ispirato a principi religiosi veniva portato avanti esclusivamente da laici e fino a qualche tempo fa in parte in modo anonimo.

Info e dettagli

Se volete visitare questi due cimiteri vi consiglio di informarvi presso i rispettivi contatti ufficiali. In entrambi i casi la visita è di per sé gratuita, anche se per il cimitero degli Inglesi è gradita una donazione (suggerita 3€) da effettuare in loco.

Per le visite guidate, io non le ho provate di persona, ma di seguito segnalo alcuni siti che offrono visite su prenotazione con guide autorizzate:

  • Associazione Conosci Firenze (sito ufficiale) organizza visite sia per il Cimitero degli Inglesi, sia per quello della Misericordia
  • Enjoy Firenze (sito ufficiale) per il solo Cimitero degli Inglesi

Cimitero degli Inglesi

Cimitero degli Inglesi, Firenze, FI, Italia

Piazzale Donatello, Firenze

Cimitero della Misericordia / dei Pinti

Via degli Artisti, 2, 50132 Firenze FI, Italia

Via degli Artisti 32, Firenze

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