Visioni dal Nord: la pittura dell’Estonia al Museo Novecento di Firenze

Konrad Mägi, Paesaggio di Capri

Inaugurata oggi al Museo Novecento di Firenze la mostra Visioni dal Nord – Pittura Estone della collezione Enn Kunila, 1910 – 1940. La mostra, visibile fino al 21 Maggio 2017 è un’occasione unica per avvicinarsi alla pittura dei paesi baltici. E un modo per conoscere meglio questo paese in vista della presidenza dell’Estonia al prossimo semestre europeo.

Vista così l’Europa sembra per veramente unita; almeno per un secondo, almeno nello sguardo di Konrad Mägi e dei pittori Estoni.

Ultimamente ci siamo abituati a mostre antologiche composte da tantissimi quadri, spesso dedicate a temi molto complessi. Poi ogni tanto ci si imbatte in mostre di dimensioni più ridotte che puntano tutto su un’idea forte e una selezione accurataw. È il caso di Visioni dal Nord, che porta al Museo Novecento di Firenze opere della collezione privata Enn Kunila, una delle più importanti del Nord Europa. Dedicata esclusivamente all’arte estone, la collezione Kunila comprende infatti oltre 50 artisti attivi tra il XIX e il XX secolo. A Firenze però il corpus è più limitato: circa 30 quadri della corrente del Modernismo estone, dipinte tra il 1910 e il 1940.

Visioni dal Nord

La mostra sarà anche l’occasione per conoscere meglio l’Estonia e il Nord Europa con un calendario ad hoc che prevede vari appuntamenti a cura dei Musei Civici Fiorentini e dell’Associazione MUS.E.  In particolare saranno organizzati atelier di pittura e visite guidate con il curatore della mostra e storico dell’arte Eero Epner (in inglese, su prenotazione).

Visioni dal Nord, allestimento

Visioni dal Nord, allestimento della mostra a cura di Tõnis Saadoja è molto elegante e riesce a valorizzare i quadri senza distrarre.

Proprio Eero Epner ha scelto di concentrarsi su un fil rouge particolare: tutti i dipinti si distinguono per un’interessante uso del colore. Un po’ come se tutta la pittura di questo periodo ruotasse attorno alla resa cromatica della luce. Questione non banale: vista la posizione geografica dell’Estonia, gli abitanti vivono parte dell’anno senza molta luce naturale a disposizione, il che la rende ancora più preziosa.

Alla scoperta della luce del Nord

Come ha sintetizzato Sirje Helme, direttrice del Museo d’Arte Estone, ci sono due cose sacre per il popolo estone: la natura e la luce; ma senza la luce non si può dipingere la natura. Un atteggiamento di reverenza verso la natura che accomuna l’Estonia al resto del Nord Europa. Il legame quasi mistico con la natura che caratterizza questa regione si concretizza spesso in pittura in una predominanza del paesaggio.

Ants Laikmaa, <em>Veduta di Capri</em>

Ants Laikmaa, Veduta di Capri, 1911-12
Pastello su carta
(courtesy of Collezione Kunila / Museo Novecento Firenze)

Non sorprende quindi che la mostra comprenda soprattutto paesaggi, reinterpretati alla luce delle tendenze artistiche della prima metà del ‘900. I riferimenti più evidenti sono sicuramente le avanguardie della fine dell ‘800 e del primo ‘900. Troviamo così echi post-impressionisti — chiarissimi gli influssi fauves, ma si trovano riferimenti anche a nabis e divisionisti fino all’espressionismo; nei quadri più recenti scoviamo invece tentazioni che si potrebbero definire tachistes. Una cosa è certa: come ha sottolineato il critico Arnaldo Colasanti durante l’anteprima stampa, questi dipinti non imitano il reale, sono “paesaggi dell’anima”. In altre parole l’artista non fa il paesaggio ma è il paesaggio a diventare parte dell’artista.

Herbert Lukk, "Strada, staccionata e case", 1918

Herbert Lukk, Strada, staccionata e case, 1918
Tecnica mista/tela (courtesy of Collezione Kunila / Museo Novecento Firenze)

Non a caso un altro grande pittore del nord Europa attivo nello stesso periodo, Edvard Munch, diceva “La natura non è soltanto ciò che è visibile agli occhi. Essa è anche l’insieme delle immagini interiori della mente. Immagini al di là dell’occhio”.

Nikolai-Triik <em>Paesaggio Finlandese</em>

Nikolai-Triik Paesaggio Finlandese , 1914
Olio su tela
(courtesy of Collezione Kunila / Museo Novecento Firenze)

I quadri esposti ci raccontano un’Estonia molto particolare.  Considerata a lungo “periferia dell’impero”, l’Estonia era invece ben inserita nel panorama artistico e culturale dell’inizio del secolo scorso. Infatti i quadri esposti dimostrano che gli artisti estoni conoscevano bene i grandi temi culturali dibattuti nelle grandi capitali europee. E soprattutto erano in grado di rielaborare questi influssi declinandoli con un linguaggio autonomo.

Paesaggi e vedute europei

Il periodo di massimo splendore dell’arte estone coincide con la finestra temporale della mostra; la riflessione è tutta concentrata su natura e colore, mentre sono quasi assenti i temi sociali. Eppure gli artisti estoni furono protagonisti spesso delle grandi trasformazioni politiche e sociali del loro tempo. Molti presero parte ad esempio alla Rivoluzione russa del 1905 e alla lotta per l’indipendenza del proprio paese. Invece questi sconvolgimenti sono virtualmente assenti nella loro pittura, come pure rara è la rappresentazione della figura umana. Un po’ come se i tumulti che smuovono il paese si sublimassero in paesaggi dai toni accesi.

Visioni dal Nord, allestimento

Visioni dal Nord, allestimento della mostra a cura di Tõnis Saadoja

In questa serie di paesaggi si inseriscono, raramente, vedute di città: Tartu e Tallin, ma anche Roma e Venezia. Anche gli scorci urbani sono comunque sempre reinterpretati con un cromatismo marcato e in alcuni casi geometrie che ne accentuano il movimento.

L’Europa di Konrad Mägi

Esemplare, in questo senso, la parabola di Konrad Mägi, al quale è dedicata una delle due sale della mostra. Considerato uno dei più importanti artisti estone, Mägi è stato senza dubbio uno dei maestri europei del paesaggio. Viaggiò molto, per necessità o per piacere: la russia zarista, la Norvegia, Parigi. Ma soprattutto l’Italia: Roma, Venezia e Capri.

Konrad Mägi, <em>Saaremaa - Studio</em>

Konrad Mägi, Saaremaa – Studio, 1913-14
Olio su cartone
(courtesy of Collezione Kunila / Museo Novecento Firenze)

Interessante la scelta del curatore che in una sala riassume l’esperienza di Mägi con paesaggi dei due estremi geografici dell’Europa. Ecco quindi che i panorami dell’estremo nord dell’isola baltica di Saaremaa si alternano al sole del sud di Capri.

Konrad Mägi, <em>Venezia</em>

Konrad Mägi, Venezia, 1922-23
Olio su cartone
(courtesy of Collezione Kunila / Museo Novecento Firenze)

Le vedute di Venezia e Roma, con le loro rovine ed edifici guardano i paesaggi incontaminati del sud dell’Estonia. I quadri che vediamo in mostra a Firenze sono la più ampia retrospettiva di questo artista mai allestita fuori dall’Estonia.

Konrad Mägi, Paesaggio di Capri, 1922-1923, olio su tela (courtesy of Collezione Kunila / Museo Novecento Firenze)

Konrad Mägi, Paesaggio di Capri, 1922-1923
Olio su tela
(courtesy of Collezione Kunila / Museo Novecento Firenze)

Vista così l’Europa sembra per veramente unita; almeno per un secondo, almeno nello sguardo di Konrad Mägi e dei pittori Estoni.


Scheda della mostra

Visioni dal Nord. Pittura estone dalla collezione Enn Kunila, 1910-1940

Ente promotore
Comune di Firenze

Organizazione e coordinamento
MUS.E

Direzione scientifica
Valentina Gensini, MUS.E

Curatore
Eero Epner

Allestimento
Tõnis Saadoja

Dove e quando
Fino al 21 Maggio 2017
Presso: Museo Novecento, piazza S. Maria Novella, Firenze
[Orario, calendario eventi e info biglietti]

Sito ufficiale: www.museonovecento.it

Visioni dal Nord. Pittura estone dalla collezione Enn Kunila, 1910-1940

Museo Novecento, Piazza di Santa Maria Novella, Firenze, FI, Italia

Museo Novecento, piazza S. Maria Novella, Firenze


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