Non so se si tratti di una semplice coincidenza ma questo fine settimana a Firenze si sono “incrociati” due eventi particolari: infatti alla Fortezza da Basso si celebravano i 10 anni dal Social Forum, che nel 2002 ha portato a Firenze migliaia di persone che pensavano che “un altro mondo è possibile”; in un altro padiglione della stessa Fortezza contemporaneamente andava in scena il Bitac, la Borsa Italiana del Turismo Cooperativo e Associativo, un momento di incontro per una realtà che forse in pochi conoscono ma che da anni dimostrano che un altro turismo è possibile.

Il Bitac infatti raggruppa tutti quegli operatori turistici che hanno scelto la forma della cooperativa per lavorare nei rispettivi ambiti: tour operator, ostelli, cooperative agricole, ecc. In questo settore troviamo quindi realtà anche molto diverse tra loro, ma nella maggior parte dei casi accomunate da una comune volontà di proporre un turismo che non sia solo visita dei luoghi ma anche incontro con le persone e quindi in senso più ampio immersione totale in un territorio, con una particolare attenzione a tutte quelle forme di turismo responsabile e sostenibile. 

A chi si rivolge quindi questo turismo? In generale a chiunque sia alla ricerca di un itinerario “con un valore aggiunto”. Qualche esempio? Grazie a Ali Cooperativa si possono visitare i luoghi più belli della Sicilia come la Riserva dello Zingaro e della Favorita senza dimenticare la casa della memoria dedicata a Peppino Impastato a Cinisi, una visita a una delle cooperative che coltivano le terre confiscate alla mafia e una visita al museo etnografico di piana degli Albanesi per approfondire la storia della cultura arebresh in questa parte d’Italia. 
Oppure si può scegliere di visitare il Piceno con uno dei pacchetti culturali offerti da Oikos Cooperativa, che si occupa della valorizzazione delle tradizioni e dei sapori del territorio – c’è anche la possibilità di osservare l’antico artigianato artistico del pizzo a tombolo.

Insomma, da Nord a Sud è possibile trovare offerte per ogni esigenza. Soprattutto questo tipo di proposte se ben organizzate e strutturate permetterebbero in molti luoghi lo sviluppo di un turismo veramente sostenibile, dal punto di vista ecologico ma anche umano ed economico: uno sviluppo che valorizzi e non distrugga le risorse del territorio e che permetta di visitare anche quei luoghi che in genere restano al margine delle rotte del turismo di massa. Per questo l’Unione Europea ha intrapreso da tempo varie azioni a sostegno di questo tipo di realtà.

Questo tipo di turismo però non si limita ai confini italiani: sul sito dell’Institut Européen des Itineraires Culturels (in francese e inglese) è possibile trovare l’elenco (in italiano) dei differenti itinerari culturali europei; si va da Iter Vitis l’itinerario della vite e del vino alle Vie di Mozart fino all’itinerario del libro o quello dei Parchi e Giardini ovviamente senza dimenticare le grandi vie dei pellegrinaggi come la Francigena o la strada di Santiago di Compostela. Per ognuno di questi itinerari è possibile cercare e trovare realtà di tipo associativo per poter soggiornare e al tempo stesso conoscere meglio il territorio che ci ospita: cooperative agricole che permettono di visitare le proprio strutture, foresterie di monastari e chiese, associazioni culturali che valorizzano il patrimonio culturale di minoranze linguistiche e religiose. E forse a quel punto ci sentiremo più viaggiatori che turisti.

Crediti immagini

  1. Itinerario “le vie di Mozart” (© European Mozart Ways)

Copertina: immagine di Eastop

 

 

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.