Firenze e il Museo del Novecento

Fortunato Depero, Nitrito in velocità, Firenze, Collezioni civiche
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Sarà inaugurato domani a Firenze il Museo del Novecento, un polo interamente dedicato all’arte contemporanea. Un’assoluta novità nel panorama di una città la cui offerta artistica ruota prevalentemente attorno al Rinascimento e al Medio Evo. I nuovi ambienti apriranno al pubblico in una data particolarmente importante e in un clima di festa: il 24 Giugno, giorno in cui a Firenze si festeggia San Giovanni, patrono della città. E per l’occasione il museo sarà visitabile gratuitamente per tutta la giornata, fino alle 22.

Realizzato in tempi brevissimi, il Museo del Novecento ha però radici lontane: è il 1966 quando all’indomani dell’alluvione il critico d’arte Carlo Ludovico Ragghianti lancia un appello agli artisti per la costituzione di un fondo di opere che sarebbero state la base per il rilancio artistico della città. Insomma uno sguardo verso il futuro, parallelo al salvataggio del prezioso passato cittadino. In realtà Ragghianti stava lavorando al progetto di un Museo Internazionale di Arte Contemporanea a Firenze, cosciente del fatto che la città non avrebbe potuto continuare in eterno a vivere delle glorie passate.

Le opere donate furono moltissime, più di 300, di cui una parte furono esposte in una storica mostra del ’67, gli artisti per Firenze. Nei decenni seguenti però le stesse opere non hanno mai trovato una collocazione adeguata: un primo esperimento di Museo del Novecento era stato fatto in realtà, ma dopo qualche anno fallì miseramente e le opere furono riposte nei depositi.

Nel nuovo Museo del Novecento passato e presente dialogano: in alto, una versione “contemporanea” della Chimera (uno dei simboli del patrimonio artistico fiorentino, conservata al Museo Archeologico) di Arturo Martini. In basso: mentre si ammirano le opere del museo sullo sfondo è visibile la facciata rinascimentale della chiesa di S. Maria Novella disegnata da Leon Battista Alberti

Oggi a quasi 60 anni dall’alluvione sembra che Firenze sia alla fine riuscita a cogliere l’invito di Ragghianti e dare una casa permanente al proprio patrimonio di arte contemporanea, e si tratta di una casa bellissima. Il nuovo Museo del Novecento è stato collocato infatti nei locali dello Spedale delle Leopoldine. A chi non è di Firenze forse il nome dice poco, ma si tratta di un complesso situato nella bellissima piazza Santa Maria Novella, esattamente di fronte alla chiesa. E dalle finestre del Museo si può infatti ammirare la piazza e la celebre facciata disegnata da Leon Battista Alberti. La collocazione è quindi quanto mai azzeccata, perché un museo del Novecento in una città come Firenze può solo dialogare con le tracce disseminate ovunque di un passato bellissimo quanto ingombrante. Insomma, invece di chiudersi e ignorare questo passato si è scelto di aprirsi e inglobarlo.

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E il Museo del Novecento è proprio un museo “aperto”. Sono aperti alcuni dei locali che ospitano parte delle opere, corridoi affacciati sul cortile dalle perfette proporzioni rinascimentali che si riflettono invertite nello specchio parabolico di un’installazione di Bagnoli. Ma è aperto anche in un altro senso: nell’allestimento insieme alle opere di pittura e scultura e alle installazioni entrano in gioco le esperienze sonore, la multimedialità, gli audiovisivi e anche le nuove tecnologie. Perché se il Novecento è il secolo che scardina la concezione tradizionale di arte amplificando e moltiplicando linguaggi e visioni, il museo che lo racconta non può essere da meno.

A sinistra: le icone sul pavimento indicano che posizionandosi sopra il simbolo dell’altoparlante è possibile ascoltare brani audio. A destra: le didascalie identificano il brano abbinato all’opera.

Spazio quindi a diffusori sonori situati di fronte ad alcune opere, che propongono al visitatore un’esperienza immersiva. E largo a schermi video – alcuni trasparenti e sospesi a mezz’aria – sui quali sono proiettati filmati d’epoca. E per chi non si accontenta del testo cartaceo ecco che la guida si fa tecnologica: a disposizione dei visitatori tablet dotati di un’apposita app, che permette di approfondire alcuni dei temi collegati alle opere e ai periodi storici proposti. Infine qui trovano posto non solo le arti “maggiori” ma si “sconfina” parlando di moda e costume, di cinema – d’altra parte molti artisti del ‘900 hanno lavorato su più fronti, in un contesto fluido dove i confini tra i vari ambiti creativi non erano sempre chiari.

Uno dei tablet utilizzabili come guida multimediale

La collezione comprende una parte delle opere donate all’indomani dell’alluvione su invito di Ragghianti. Altre provengono da una storica collezione privata, quella dell’Ingegner Della Ragione. Tanti i nomi noti: Depero, Fontana, Savinio, De Chirico, De Pisis, Casorati, Morandi, solo per citarne alcuni. Ma il Museo non ha intenzione di limitarsi alla seppur nutrita collezione di cui può disporre visto che sono stati predisposti spazi per ospitare mostre temporanee.

Ai fiorentini consiglio vivamente una visita al Museo del Novecento, magari approfittando del biglietto annuale che con 10 euro offre libero accesso al museo e agli eventi che di volta in volta saranno organizzati. Se invece siete a Firenze solo di passaggio e magari avete già visto tutti i monumenti principali, una visita a questo nuovo museo potrebbe offrire una prospettiva inaspettata su una città in pieno rinnovamento.

Dettagli

Museo del Novecento
Piazza Santa Maria Novella 10, Firenze
www.museonovecento.it

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