Chi legge questo blog sa che seguo spesso le attività e gli spettacoli del Teatro della Toscana e che ho guardato con interesse agli sviluppi degli ultimi anni. In particolare con la stagione in corso si chiude un triennio importante, quello che ha visto la nascita, la crescita e il consolidamento del Teatro della Toscana.

Nata nel 2015 con lo status di Teatro Nazionale – in base alla riforma varata quell’anno –  questa realtà oggi raggruppa lo storico Teatro della Pergola e il Niccolini di Firenze, il Teatro Studio “Mila Pieralli” di Scandicci, il Teatro ERA di Pontedera. Un mix che unisce la tradizione più antica del teatro italiano con l’innovazione di due poli – Scandicci e Pontedera – che hanno da sempre portato avanti percorsi sperimentali.

Il triennio appena concluso ha visto anche la nascita di tante attività legate ai mestieri del teatro: dal Laboratorio Costumi e Scene al progetto de I Nuovi alla Scuola per Attori “Orazio Costa” e al bellissimo progetto de “i Nuovi” che coinvolge i primi diplomati, dall’Accademia dell’Uomo ai percorsi di cittadinanza attiva e partecipazione democratica – vi ricordate il mio post su La città visibile a Scandicci? Un bilancio sicuramente positivo, quindi, per la Fondazione, la città e per tutte le realtà toscane coinvolte.

Non è quindi una stagione qualunque quella annunciata pochi giorni fa presso il Teatro della Pergola: al contrario la stagione 2018-19 inaugura un nuovo triennio che si annuncia già ricco di progetti e sfide. Un modo per spostare gli obiettivi un passo in là. Ma andiamo con ordine.

Il calendario

La proposta è veramente vastissima: la sola Sala Grande della Pergola offrirà ben 21 spettacoli. Per questo vi consiglio di consultare i palinsesti ufficiali sul sito del Teatro della Toscana.

In base alle mie personalissime preferenze e curiosità ho comunque ho già segnato in calendario:

  • Walking therapie, performance itinerante e interattiva dei belgi Nicolas Buysse, Fabrice Murgia e Fabio Zenoni che inizia a Rifredi, si muove grazie al percorso della linea 3 della tramvia e si conclude per le strade di Scandicci (23 luglio – 4 agosto all’interno del Festival d’Autunno).
  • Eduardo per iNuovi, lo spettacolo che nasce dal laboratorio che Gianfelice Imparato ha tenuto i giovani diplomati della Scuola per Attori ‘Orazio Costa’ del Teatro della Toscana, sarà in scena in prima nazionale al Teatro Niccolini di Firenze (2 – 7 ottobre 2018 per il Festival d’Autunno).
  • Roberto Andò dirige Bella Figura di Yasmina Reza con Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, David Sebasti, Simona Marchini (30 ottobre – 4 novembre 2018 al Teatro della Pergola).
  • Giampiero Solari dirige Gabriella Pession e Lino Guanciale in After Miss Julie di Patrick Marber (27 novembre – 2 dicembre 2018).
  • Leviedelfool presentano il nuovo spettacolo Yorick – Un Amleto dal sottosuolo in prima nazionale al Teatro Era (11 – 14 ottobre 2018 per i 10 anni Teatro Era) e poi al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci (10 – 11 novembre 2018).
  • Il primo appuntamento di stagione del Teatro della Pergola il 23 Ottobre con una prima nazionale: il nuovo spettacolo di Filippo Timi Un cuore di vetro in inverno, una coproduzione del Teatro Franco Parenti e dello stesso Teatro della Toscana – una collaborazione che ha già portato frutti nella scorsa stagione.
  • Copenaghen di Michael Frayn con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice, nella storica regia di Mauro Avogadro (8 – 13 gennaio 2019 al Teatro della Pergola)
  • Mario Martone riallestisce lo storico spettacolo Tango Glaciale, che ha debuttato nel 1982 al Teatro Nuovo di Napoli(26 gennaio 2019 al Teatro Era).
  • Glauco Mauri e Roberto Sturno ne I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij in prima nazionale al Teatro Era (19 – 20 gennaio 2019) e poi al Teatro della Pergola (29 gennaio – 3 febbraio 2019).
  • L’uomo seme ideato, diretto e interpretato da Sonia Bergamasco (23 febbraio 2019 al Teatro Era).
  • La rilettura di Dracula di Bram Stoker proposta da Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio, in prima nazionale al Teatro della Pergola (5 – 10 marzo 2019).
  • Andrée Ruth Shammah dirige Luca Lazzareschi, Laura Marinoni e iNuovi ne I Promessi Sposi alla prova di Giovanni Testori in prima nazionale al Teatro Era (9 – 10 marzo 2019) e poi al Teatro della Pergola (12 – 17 marzo 2019).
  • Don Chisciotte di Cervantes nella riscrittura di Francesco Niccolini, con Alessio Boni – qui anche co-regista – nel ruolo di Don Chisciotte e Serra Yılmaz in quello di Sancho Panza (19 – 24 marzo 2019, Teatro della Pergola; 26 – 27 marzo 2019, Teatro Era).
  • Macbettu, vincitore del premio UBU 2017 come miglior spettacolo dell’anno, per la regia di Alessandro Serra al Teatro Era (6 aprile 2018).
  • Roberto Bacci con il suo Il Nullafacente di e con Michele Santeramo al Teatro Niccolini di Firenze (24 – 28 ottobre 2018) e ancora con Svegliami, tratto sempre da un testo di Michele Santeramo (10-14 Aprile 2019 al Teatro Era).

Ripeto: la proposta è vastissima, e ce n’è per tutti i gusti, questi sono solo alcune delle cose che a mio avviso sono particolarmente interessanti

Giovani e Maestri

Dopo un rapido sguardo ai cartelloni dei teatri coinvolti si ha subito la conferma che l’alternanza tra generazioni continuerà ad essere uno dei punti fermi della nuova stagione.

Tra le produzioni e coproduzioni del Teatro della Toscana e quelle di altri prestigiosi teatri “ospitate” sui palcoscenici toscani, si alterneranno grandi nomi e giovani promesse, testi classici ma anche nuove drammaturgie e originali riletture. Ci sarà anche spazio per progetti inediti:

  • Tenax Theatre, curato da Giancarlo Cauteruccio e Krypton porterà nella periferia dell’hinterland fiorentino i linguaggi della contemporaneità, “contaminando” un luogo che in pochi associano al teatro. Il Tenax, il tempio dell’underground fiorentino diventerà un ponte tra centro e periferia, tra innovazione e tradizione, grazie anche a giovani performer alla loro prima esperienza teatrale e alla partecipazione straordinaria di Gabriele Lavia.
  • In questo ambito si inserisce anche la relazione con Todomodo, che dopo Spring Awakening e Musica ribelle inseguirà l’idea di mettere a confronto i mondi di Pier Paolo Pasolini e Fabrizio De André.

La valorizzazione del rapporto tra giovani e maestri è ovviamente presente anche nelle esperienze formative. Le già annunciate collaborazioni di grandi nomi del teatro – Marco Baliani, Gianfelice Imparato, Andrée Ruth Shammah, Glauco Mauri e Beppe Navello – saranno occasione di crescita per i giovani della compagnia “i Nuovi” del Niccolini. E proprio questa esperienza – un teatro affidato interamente a una compagnia di giovani diplomati della Scuola ‘Orazio Costa’ – si consoliderà nel corso della stagione 2018-19. Finalmente infatti il Niccolini avrà un calendario stabile, che offrirà agli spettatori degli appuntamenti fissi: 

  • lunedì il lavoro con i ragazzi delle scuole
  • mercoledì i laboratori aperti sull’espressività
  • giovedì le prove aperte
  • venerdì le serate letterarie
  • sabato e domenica gli spettacoli con un preludio dedicato ai bambini   

Nel triennio passato è giunto a compimento anche il primo corso de L’Oltrarno, la Scuola di Formazione al Mestiere dell’artista diretta da Pierfrancesco Favino. Gli studenti di questo primo triennio saranno in scena al Teatro Goldoni di Firenze (19 – 28 giugno 2018) con Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare con la regia di Serdar Bilis. Nel frattempo è disponibile il nuovo bando per il prossimo triennio.

In ambito formativo si segnala anche la partnership con il Campus della Musica, il soggetto che negli ultimi anni ha lavorato intensamente sull’avvio dei giovani alle professioni musicali, e che troverà al Teatro Studio di Scandicci un’altra sede operativa e di lavoro per sviluppare i propri progetti.

Il Teatro oltre il teatro

Continua anche la volontà di proporre un teatro che va al di là dei confini fisici del palcoscenico, per invadere i luoghi circostanti e includere varie realtà: le scuole, ovviamente, ma anche il volontariato, i cittadini con disabilità. Temi come lavoro, legalità e partecipazione saranno tra le parole chiave di vari progetti, tra i quali Dieci storie proprio così di Giulia Minoli.

Particolarmente interessante in questo ambito il ruolo del Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci con il suo radicamento nel territorio. Proprio il Teatro Studio sarà l’epicentro del Come son vive le città/Festival metropolitano d’Autunno – che si estenderà poi in altri luoghi dell’area metropolitana – ma anche fulcro di un altro nuovo progetto: le residenze brevi, affidate in base a  progetti specifici, la cui curatela è affidata a Natalia Di Iorio.

Ma il Teatro della Toscana esce anche dai confini nazionali: negli anni scorsi non sono mancate le occasioni per collaborazioni prestigiose – basta pensare al Workcenter di Pontedera e alle collaborazioni del Teatro Era con l’est europa – e quest’anno i rapporti si moltiplicano grazie al partenariato con Théâtre de la Ville di Parigi. La collaborazione con il teatro francese si concretizzerà in particolare nella coproduzione internazionale di due spettacoli di Bob Wilson, di cui il primo – Mary Said What She Said – avrà per protagonista Isabelle Huppert e inaugurerà la stagione Pergola 2019/2020.

Che il Teatro della Toscana nel prossimo triennio volesse andare oltre i confini del palcoscenico e della platea era comunque chiaro già dall’immagine che identificherà la prossima stagione – e che vedete nella copertina di questo post. Nell’immagine vediamo dei “burattini” o dei manichini, che ricordano molto quelli dei quadri metafisici. Ma sono dei manichini sui quali sono proiettati dei volti e dei meccanismi di macchine sceniche. Nelle parole del suo autore, Walter Sardonini:

Si accende una luce, un argano si mette in funzione, una porta si socchiude dietro le quinte, dalla graticcia cala una fune, un tessuto… l’essere inanimato se ne accorge, si lascia accarezzare da quel fascio di luce, da quella stoffa. Alza lo sguardo. È incredulo? Gli piace? Cerca di evitarla? Così, immergendosi e specchiandosi in ciascuno dei luoghi, lasciandosi investire dalle storie che in essi aleggiano e si possono palpare, ogni automa, pian piano, si desta dal sonno, ricomincia a sorridere, a stupirsi, a schernirsi, a soffrire. Ognuno conquista o riconquista la propria attitudine di essere sensibile. Il meccanismo interiore lentamente si rimette in movimento. Poi, via via, in maniera sempre più vigorosa, l’uomo diventa teatro, il teatro uomo.
Il burattino, ancora una volta e ogni volta, si risveglia trasformandosi in un essere umano del tutto nuovo. Non più automi ma esseri consapevoli che partecipano al vivere comune. In accordo o in contraddizione, ma comunque operando una scelta: quel giudizio critico sollecitato dall’opera teatrale che, come ricorda Strehler, “aiuterà a decidere nella vita individuale e sociale”.
Il teatro risveglia alla vita. Il teatro è vita.

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