L’antica Firenze negli gli scavi sotto Palazzo Vecchio

Foto di Caterina Chimenti / Lonely Traveller

Credo che l’area tra Piazza della Signoria e gli Uffizi, a Firenze, sia uno dei luoghi più fotografati al mondo, e onestamente ci sono tanti elementi interessanti in superficie che non basta una vita intera per approfondirli tutti. Quindi in pochi forse si chiedono cosa c’è sotto: niente paura, non sto parlando di sordidi retroscena politici, intendo letteralmente cosa giace sotto le pietre della piazza, su quali basi poggiano le fondamenta dei palazzi che circondano la piazza. Infatti da poco è stata presentata in anteprima la nuova area archeologica sottostante Palazzo Vecchio, e che a breve sarà musealizzata, inserendosi completamente nel percorso dell’attuale omonimo Museo.

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Alcune immagini degli scavi sottostanti Palazzo Vecchio

Forse i non fiorentini e i più giovani non lo ricordano, ma già negli anni ‘80 la piazza fu letteralmente messa a nudo, durante una campagna di scavo imponente. Allora tutti poterono vedere con i propri occhi una sorta di città fantasma, composta dalle stratificazioni di epoche precedenti: resti romani e medievali che testimoniavano una storia ricca e articolata, ci raccontavano di attività economiche importanti (la grandissima area per la tintura delle stoffe), delle abitudini degli abitanti del primo nucleo romano della città (le terme e il teatro), ma anche dell’assetto medievale, con i resti di case torri costruite su basi più antiche. Nonostante già all’epoca si parlasse di lasciare l’area visibile o addirittura visitabile, gli scavi furono alla fine coperti con una nuova pavimentazione, e il ricordo pian piano è sbiadito insieme alle polemiche di rito. La città sotterranea è tornata ad essere invisibile.

Per me, classe ’76, che in quegli anni ero alle elementari, resta la memoria della grandissima emozione di affacciarsi ai lati dello scavo e vedere mura, stanze, archeologi al lavoro. Insomma, sarà che eravamo una generazione traviata dai film di Indiana Jones, ma questo è il genere di cose che affascina la maggior parte dei bambini: in po’ come se il libro di scuola (per noi era il sussidiario) si animasse.

<a href="https://www.flickr.com/photos/portaleragazzi/3234610706" > Fotografia dello scavo archeologico di piazza della Signoria</a>

Fotografia dello scavo archeologico di piazza della Signoria, foto di PortaleRagazzi.it / Flickr

Scendendo le scale che dal cortile della Dogana conducono alla nuova area archeologica, ho provato la stessa emozione, ma amplificata: perché ora non ci si limita ad affacciarsi alle impalcature del cantiere, ma si può letteralmente passeggiare attraverso la storia della città. Complice anche un nuovo approccio museale poco invasivo, ci si può immergere nel contesto delle varie epoche, guidati in un viaggio nel tempo senza paragoni. Immagini suggestive, ma anche ricostruzioni storiche, proiettate sulle pareti creano una sorta di “realtà aumentata” che aiuta a contestualizzare i reperti.

Davanti al visitatore si aprono infatti varie aree: dalle più antiche, di epoca romana, alle più “moderne” (si fa per dire) di era medievale. Ogni strato poggia sul precedente, sfruttandone materiali e strutture, e ciò è visibile ad occhio nudo: è un po’ come se tutta la storia antica di Firenze convergesse in questo punto. In fondo, non a caso Palazzo Vecchio è ancora oggi il centro politico della città. Per i visitatori è un grande museo, per i fiorentini è il municipio (con grande stupore dei turisti).

Gli scavi sotto Palazzo Vecchio, a Firenze

Le immagini proiettate a intermittenza sopra i resti archeologici, forniscono il contesto per comprendere cosa si sta guardando, informando il visitatore ma anche toccando l’aspetto emozionale.

Il ritrovamento più importante, che vediamo alla fine della visita è una porzione dell’antico teatro romano, che si estendeva al di sotto di Palazzo Vecchio, più o meno dall’attuale ingresso laterale degli Uffizi in via della Ninna a palazzo Gondi (oggi Museo Gucci). Proprio uno dei muri portanti del teatro diventerà poi parte delle fondamente dell’ampliamento del nucleo originario del Palazzo dei Priori che darà origine al Palazzo della Signoria che oggi tutti vediamo: in pratica l’attuale Salone dei Cinquecento poggia sulle mura del teatro. Si trattava di una struttura di tutto rispetto, alta fino a 20m, come si intuisce dai pochi resti visibili, e con i suoi 10.000 posti era paragonabile al teatro Marcello a Roma.

Una volta aperta al pubblico, entro fine anno, l’area archeologica non sarà comunque un elemento isolato: usciti dagli scavi si potrà continuare la visita al Museo di Palazzo Vecchio. In altre parole si potrà passare in ordine cronologico dalle fondamenta romane della città, per poi esplorare la parte inferiore del palazzo, con la sua base medievale, quindi salire ai piani superiori per ammirare i gioielli rinascimentali, e infine arrivare fino in cima alla torre e vedere dall’alto tutta la città, come è oggi.

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