La magia delle saline di Sicciole, Slovenia

Foto di Caterina Chimenti

Durante il mio recente viaggio in Istria ho potuto visitare un luogo bellissimo e inusuale: le saline di Sicciole (Sečoveljske soline), che si trovano alla foce del fiume Dragogna (Dragonja) in Slovenia, accanto al confine con la Croazia.

Le saline sono un luogo sospeso, al di fuori dal tempo: in questa distesa di acqua salata situata tra le colline e l’Adriatico si produce il sale con metodi antichissimi, proprio come se il tempo si fosse fermato. Passeggiando tra le vasche dove si raccoglie il sale, i riflessi rosati e dorati e il bianco delle incrostazioni di sale – simile a ghiaccio – danno a questo luogo un aspetto quasi soprannaturale.

Le saline infatti sono una realtà molto antica: erano infatti già sfruttate dai romani, e nel medio evo divennero una realtà importante. Pirano e la vicina Strugnano rifornivano di sale – una merce importantissima in passato – la Repubblica di Venezia prima e l’Impero Austro-Ungarico dopo.

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Oggi come allora l’intera produzione di sale è affidata al lavoro dei “salinari”: intere famiglie che si occupano della preparazione delle saline e di tutte le fasi di lavorazione del sale, dall’evaporazione alla cristallizzazione. Durante l’estate i salinari hanno a disposizione un piccolo capanno, con annesso un piccolo orto, dove riposarsi e mangiare.

Il lavoro nelle saline

Le saline sono divise in due parti: Fontanigge, la parte più antica – dove non si produce più sale dagli anni ’60 – e Lera, la parte ancora in uso.

Estrarre il sale dalle saline è un lavoro duro, che impegna per molti mesi l’anno, e che si esegue con l’aiuto di pochi utensili, tutti azionati a mano: dalle chiuse in legno alle speciali vanghe e i rastrelli (gaveri) usati nelle vasche.

La preparazione per la “coltivazione” del sale comincia con la stesura del fango marino sul fondo delle vasche; su questo substrato si svilupperà la petola uno strato di materiale composto di batteri specifici, microrganismi, gesso e argilla: la petola favorisce la crescita delle alghe all’interno delle vasche, e impedisce che il sale si mescoli con il fango sottostante, filtrando inoltre i minerali che non si devono mescolare con i cristalli di sale.

L’afflusso controllato di acqua di mare e acqua dolce tramite le chiuse mantiene una salinità ottimale: questo insieme al sole e al vento dell’estate permette l’evaporazione e l’affioramento in superficie del pregiatissimo “fior di sale”, mentre una volta convogliata nelle vasche di cristallizzazione questa miscela di acqua si trasformerà in cristalli di sale.

I salinai, muovendosi nelle vasche su speciali sandali con la suola in legno detti tapedini (7/9/2015 ringrazio il sig. Lamberti per avermi segnalato il nome di questi sandali) – per non rovinare il substrato di vegetazione – raccolgono il sale con i gaveri: per questo passeggiando in estate nelle saline vedrete il paeasaggio punteggiato di mucchietti bianchi lungo i vialetti che dividono le vasche. Questi saranno poi caricati su speciali carrelli che si muovono su rotaie, per essere depositati vicino ai capanni dei salinai.

Il parco naturale

Dal 2001 tutta l’area delle saline è stata dichiarata parco naturale e oggi comprende anche un centro visitatori e un museo che illustra sial’aspetto storico sia quello naturalistico di questa zona. Le saline infatti costituiscono un ecosistema unico e delicatissimo: solo pochi organismi si adattano a vivere in un ambiente salino, da qui l’interesse di questo parco, che costituisce un habitat perfetto per molte specie di uccelli che qui svernano grazie al clima sub-mediterraneo. Inoltre l’habitat salino è particolarmente adatto per molte piante, tra le quali le alofite, particolarmente abbondanti in tutto il parco.

Il parco è visitabile tutti i giorni dalle 8 fino a un’ora prima del tramonto (le 17 in inverno, le 20 in estate), il biglietto costa 5 euro. Si accede al parco via terra, arrivando in bici o in auto, e si procede a piedi lungo i circa 2Km di percorso. In alternativa da quest’anno sono a disposizione dei cart, simili a quelli dei campi da Golf, che con 1 euro permettono di fare il percorso in modo più confortevole. Sono inoltre a disposizione visite guidate. Infine è possibile arrivare alle saline anche con una gita in barca o con la propria imbarcazione.

I prodotti delle saline, alimentari e cosmetici, sono in vendita nel negozio situato all’interno del parco, e in negozi che espongono il marchio ufficiale, tra cui quello situato proprio in piazza Tartini nel centro di Pirano e i negozi situati nel centro di Pirano e Portorose (la lista dei negozi e l’elenco dei prodotti sono reperibili sul sito ufficiale).

Info

Foto

Immagini di Caterina Chimenti, licenza CC

 

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