Ci sono persone e aziende che sono perennemente avanti. Nel bene e nel male, Virgin, grazie al suo creatore Richard Branson, è senza dubbio una realtà che ha fatto della novità il suo marchio di fabbrica. Dopo essere stato tra i precursori dei voli low cost, Branson deve aver pensato che ormai questo settore è fin troppo inflazionato, e per chi crede di aver esaurito le destinazioni degne di nota sul nostro pianeta, ecco che promuove concretamente gli spostamenti su Marte.

L’interesse di Branson per i viaggi spaziali non è una novità, anzi è una notizia che appare già da tempo sui giornali, e data l’originalità del personaggio credo non stupisca nessuno.

La cosa senza dubbio curiosa è che prima di Aprile era comparso sul web Virgle, strano frutto dell’unione tra il colosso Virgin e l’ormai onnipresente Google, che come è noto da un po’ oltre alle mappe della terra propone anche quelle del pianeta rosso (Google Mars). Si tratta del pesce di aprile costituito dal finto progetto con il quale Virgin, con il supporto di Google, avrebbe realizzato la prima colonia umana su Marte, non in un futuro indeterminato, ma entro il 2014 (!). Per essere precisi gli step dovrebbero essere i seguenti:

  • 2010 – selezione del sito adatto (mi pare il minimo)
  • 2014 – inizio del volo
  • 2015 – (un po’ ci vuole per arrivare!) approdo sulla superficie marziana e avvio della prima base
  • 2108 – la colonia è diventata autonoma, con una sua economia e un’ecologia che permette di vivere agevolmente sul pianeta.

Poteva sembrare da subito una bufala, ma tramite la pagina del progetto presente su Google era possibile anche proporsi come “pionieri”, eventualmente facendo un primo test di autovalutazione e poi inviando un video con le motivazioni. Soprattutto erano presenti le dichiarazioni in video di Branson e dei fondatori di Google Larry Page e Sergey Brin.

Ovviamente lo scherzo è poi stato svelato, come molti altri “pesci d’Aprile” fatti in passato dal team Google. Ma la cosa inquietante è che è tutt’ora attivo il Google Group dedicato a Virgle e che su questo è stato annunciato il sito “non ufficiale” del progetto: openvirgle.net. Ed è da notare che a due settimane dallo scherzo lo scambio di idee sul forum è ancora abbastanza animato e alcune discussioni si sono spostate sul tema dell’opportunità di risolvere i problemi ecologici di questo pianeta spostandosi su un altro, e sul progetto di una società “Open Source”. Chissà, magari di qui a poco mi troverò veramente a bloggare sui viaggi interstellari.

Per chi è ancora in dubbio sulla possibilità offerte da Marte, aggiungo il video di invito registrato dallo stesso Branson. Ma già che ci sono aggiungo anche l’indimenticabile sigla di Fascisti su Marte, giusto per non prendersi troppo sul serio.

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