Ho già parlato del progetto We.Come e degli itinerari dedicati ai giardini della Lucchesia. Ma se ancora non ne avete abbastanza di verde e piante, allora preparatevi a percorrere un altro itinerario, che dalla botanica sconfina nell’enogastronomia: quello dedicato all’albero di Ulivo.

L’Ulivo e il Mediterraneo

La coltura dell’Ulivo è probabilmente vecchia quanto il mondo, almeno nell’area Mediterranea. Non a caso l’ulivo e l’olio sono elementi importanti non solo della dieta di tutte le popolazioni dell’Europa centro-meridionale, ma giocano anche un ruolo fondamentale nella simbologia sacra, sia ebraica che cristiana: in fondo la colomba che annuncia a Noé la fine del diluvio porta con sé un ramoscello d’Ulivo, così come l’olio è l’elemento base di riti molto importanti – battesimo, estrema unzione, ordinazione sacerdotale – mentre d’ulivo è il legno della vera Croce.

Villa Orsi, Olive pronte per la raccolta

Olive pronte per la raccolta nella piana di Capannori (Lucca)

L’itinerario transnazionale proposto da We.Come infatti comprende tre paesi mediterranei: l’Italia, l’Albania e la Grecia e si inserisce nel progetto più ampio delle Rotte dell’Albero di Ulivo, parte delle Rotte Culturali Europee.
Si tratta di una proposta di viaggio che vuole non solo ispirarsi ai valore di pace e dialogo – incarnati dall’albero di Ulivo – ma anche far soffermare i viaggiatori su alcuni aspetti importanti del paesaggio e della produzione di olio, elemento alla base della dieta mediterranea. Insomma un itinerario che ci parla di storia, ma anche di gastronomia.

Gli Ulivi in Lucchesia

La parte italiana del progetto riguarda la provincia di Lucca, e questo è l’itinerario che ho potuto provare in prima persona, grazie al supporto di Lucca Promos, capofila del progetto, ed Eliotropica che ha seguito i partner di progetto nella realizzazione di tutte le attività e, in particolare, nell’elaborazione dell’itinerario.

Il mio percorso è iniziato nell’area del Compitese (nella piana di Capannori), a solo 10km dal centro di Lucca. Qui tra le colline che si estndono verso i Monti Pisani si trova il comune di S. Andrea di Compito, un borgo medievale, più conosciuto per le sue Camelie. Qui ha sede Villa Orsi, un’azienda agricola che può vantare una produzione di olio completamente bio. La tenuta in realtà è parte di un Villa patrizia ottocentesca, con annessa fattoria che mantiene ancora intatta la propria struttura; data la presenza di alcune piante di camelia molto pregiate la villa è aperta in occasione dell’annuale Festa delle Camelie che si tiene nel borgo. 

Pieve di Compito, Lucca

Appena fuori dal borgo di S. Andrea di Compito, all’ingresso di Villa Orsi

Passeggiando per la parte agricola della tenuta si ha l’impressione che alcune cose non siano minimamente cambiate nel tempo e si possono scorgere tanti piccoli particolari – i cesti con le olive, gli attrezzi manuali appoggiati a un muro – che sembrano usciti direttamente da un quadro dei macchiaioli. Io infatti ho avuto la fortuna di visitare questo luogo durante la raccolta delle olive, e ho potuto vedere come ancora oggi la raccolta dei questi frutti sia fatta in gran parte in modo manuale, stendendo i teli a terra e raccogliendo le olive cadute dopo la battitura dei rami.

Uliveto, Villa Orsi

La raccolta delle olive a Villa Orsi: i teli sono già stesi sui terrazzamenti pronti per raccogliere le olive dopo la battitura

Una visita allo stabilimento di produzione però ci fa capire come si possono utilizzare tecninche e macchinari moderni per affiancare una lavorazione tradizionale delle olive: il risultato è un ottimo olio, spremuto a freddo, con certificazione biologica, proveniente da coltivazioni che lasciano intatto l’ambiente e il paesaggio.

Visita a un frantoio biologico: alle Camelie di Claudio Orsi #luccainsolita

La produzione di olio biologico a Villa Orsi: la spremitura a freddo delle olive assicura la massima qualità per un olio che è una delle eccellenze toscane

Presso l’azienda – che troverete su internet con il nome “Alle Camelie” – sono organizzate varie iniziative, tra cui percorsi didattici, ed è inoltre possibile soggiornare nella parte della villa adibita a B&B.

Dalle coliine alla costa Versliliese

L’importanza del mantenimento degli uliveti – spesso secolari – lo capiamo ancora meglio nella tappa successiva: ci spostiamo infatti verso la Versilia, a Querceta, alle spalle di Forte dei Marmi e sulla strada verso le Apuane. Qui ha avuto origine la pianta di Ulivo Quercetano, diffuso in tutta la Versilia storica: queste piante erano già conosciute in epoca antica, e i romani li utilizzavano per delimitare i confini e il loro olio fu a lungo conteso tra Lucchesi e Pisani, per i quali era di fatto una moneta di scambio.

Ristorante Antico Uliveto, Querceta

Gli ulivi che circondano completamente il ristorante l’Antico Uliveto a Querceta

Molti degli alberi ancora oggi visibili nell’area di Querceta hanno 2-300 anni, mentre alcuni potrebbero essere ancora più antichi. Passeggiando per la campagna è impossibile non fermarsi ad ammirarli, con i loro tronchi che sono belli come sculture contemporanee. Gli uliveti più antichi si riconoscono perché gli alberi sono organizzati in filari ordinati, come era consuetudine tra i romani.

Ristorante Antico Uliveto, Querceta

La signora Cristina, titolare dell’Antico Uliveto, ci spiega come si degusta l’olio proponendoci alcuni assaggi di olio EVO prodotto in Versilia

Questo cultivar di ulivo però è oggi minacciato dalla speculazione edilizia: se alla fine degli anni ’20 si stimavano circa 73.000 piante oggi ne rimangono meno della metà. Inoltre l’Associazione Olivo Quercetano ha denunciato recentemente che negli ultimi 10 anni sarebbero sparite circa 4000 piante. Esiste anche una petizione online per chiedere al sindaco di Querceta di modificare il piano regolatore tutelando gli uliveti.

Il modo migliore per capire la bellezza e l’importanza di queste piante è fare una sosta al ristorante L’Antico Uliveto: immerso in un uliveto secolare questo ristorante propone piatti tipici e degustazioni di olio di produttori locali. Non solo: la proprietà proviene dal mondo delle gallerie d’arte e sia il giardino che le sale interne ospitano lavori di artisti che sono passati di qui. Se siete curiosi ho dedicato un intero post a questo ristorante che mi ha incuriosito molto.

Gli ulivi dei romani

Come ho accennato, già i romani consideravano gli ulivi una risorsa importante. Nell’ultima tappa del nostro itinerario queste piante non mancano: le colline che si affacciano sul lago di Massaciuccoli sono ricchissime di ulivi e qui si produce un olio al quale l’aria di mare regala sfumature diverse da quelle dell’entroterra. Il lago e la zona palustre circostante è parte del Parco Naturale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli e oasi Lipu.

In questa fascia di terra, che si affaccia sul lago di Puccini, restano le testimonianze di un passato antico: tra gli ulivi e la vegetazione collinare spuntano infatti le rovine romane – una villa e delle terme – appartenute a una famiglia di senatori pisani che possedeva terreni in quest’area. Gli scavi si affacciano sul lago e verso il mare, e si trovano a ridosso di un’antica pieve romanica, il cui sagrato è un ottimo posto per godersi il panorama. Gli scavi dell’Area di Massaciuccoli romana sono visitabili, sul sito ufficiale troverete tutti i dettagli e le iniziative didattiche.

Mappa

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